L’Informatica Conviviale e le Emozioni Digitali

Le sm4mm3 ti invitano ad un laboratorio di Informatica Conviviale con ippolita.net alla scoperta di come le nostre emozioni ci accompagnano e plasmano le interazioni con i dispositivi digitali, in particolare sui social network commerciali.

Internet_Emotions_b

Quali sono i nostri desideri nei confronti delle tecnologie?
Come vogliamo costruire reti sociali a misura dei nostri bisogni? Con quali strumenti?
Quali metodi di partecipazione e di scambio scegliamo di utilizzare?

Possiamo liberamente decidere che non vogliamo alimentare ed essere fagocitate da facebook, goggle+ o altre piattaforme di cui non abbiamo il controllo e la gestione e, come per il cibo, cercare qualcosa di meglio di cui nutrirci?
Le nostre comunicazioni e relazioni possono diventare/tornare ad essere banchetti che ci appagano profondamente, invece di lasciarci con un vuoto sempre più incolmabile?

Un laboratorio in cui scambiarsi e mettere a punto esercizi adatti a ciascun@ per vivere insieme alle macchine, e in particolare alle macchine digitali. La tecnologia può diventare uno strumento di autentica autonomia. Dipende dalla nostra capacità di giocare a immaginare soluzioni creative ai nostri desideri. Tutto è possibile.

Il laboratorio, di due ore, è dedicato a esploratrici ed esploratori dei mondi digitali. Nessuna competenza pregressa richiesta. E’ necessaria però una frequentazione non solo teorica dei dispositivi (non necessariamente social: l’esperienza con il telefono cellulare anche non smartphone, o mail o web sono più che sufficienti per poter partecipare);
– età: dai 10 anni in su (adulti e meno adulti ci piace mescolarli, insieme si cresce di più)

Venerdì 23 ottobre 2015, ore 17.30
alla sala ovale della Ludofficina Mompracem, Parco delle Energie via prenestina 175
è gradita la prenotazione via mail a sm4mm3@inventati.org

Ippolita è un gruppo di ricerca interdisciplinare attivo dal 2005. Conduce una riflessione ad ampio raggio sulle “tecnologie del dominio” e i loro effetti sociali. Pratica scritture conviviali in testi a circolazione trasversale, dal sottobosco delle comunità hacker alle aule universitarie. Tra i saggi pubblicati, tutti sotto licenze copyleft: Open non è free. Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale (Elèuthera 2005); Luci e ombre di Google (Feltrinelli 2007, tradotto in francese, spagnolo, inglese); Nell’acquario di Facebook (Ledizioni 2013, tradotto in francese, spagnolo, inglese); La Rete è libera e democratica. FALSO! (Laterza 2014).

Domenica di cinema

mafalda
…VISIONAUTI
BAMBINE E BAMBINI IN VIAGGIO ATTRA-VERSO IL MAGICO PIANETA CINEMA
Ciclo di incontri con Enrico Azzano di quinlan.it per immaginare, progettare, scoprire e comprendere insieme. Per bambine e bambini dagli otto anni.
Abbiamo pensato al cinema come prezioso strumento per intraprendere un “viaggio collettivo” verso la consapevolezza di sé e la conoscenza dell’altro, per favorire e incoraggiare modalità di relazione fondate sul rispetto, sull’ascolto e sulla capacità di mediazione.
Bambine e bambini saranno protagonisti nella scelta dei temi da affrontare e dei titoli per la rassegna oltre che dei dibattiti che seguiranno le proiezioni.
Gli incontri avranno cadenza mensile (tardo pomeriggio di domenica) e la formula della proiezione con dibattito (e piccolo aperitivo insieme).
Primo appuntamento domenica 19 Aprile, 18:00 con il film “PHOEBE IN WONDERLAND” di Daniel Barnz, 2008
Alla sala ovale della Ludofficina Mompracem, Parco delle Energie via prenestina 175

Domenica nutriente

Domenica 22 marzo 2015

Parco delle Energie, in “combutta” con Ludofficina Mompracem

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”

(Confucio)

Le Sm4mm3, in forma analogica e scientifica invitano bambin e non più bambin a partecipare ad una domenica “nutriente”

Programma:

Pranzo autogestito e a sottoscrizione (per finanziare le spese della giornata)

12.30 – 14.30

gradito anche il contributo in vivande e bibite

Assemblea aperta sul percorso per lo spazio adolescenti che stiamo costruendo, convocata dalle Smamme e aperta a chi ha il pallino dell’educazione informale e degli spazi liberati per le nuove generazioni

14.30 – 17.30

Laboratorio di Fisica e Ottica con The Science Zone, dai 6 anni in sù

14.30 – 17.30

The Science Zone è un gruppo di studenti e dottorandi del dipartimento di Fisica dell’Università Sapienza di Roma. Il gruppo propone laboratori ed esperienze di didattica scientifica non convenzionale per un pubblico di tutte le età. Come giovani ricercatori, ci proponiamo di rendere fruibili ad un pubblico il più vasto possibile i nostri interessi di ricerca e le competenze che abbiamo acquisito con il nostro percorso accademico.

La nostra attività nasce da un’esperienza pluriennale di divulgazione scientifica indirizzata a bambini e ragazzi. A partire dalle giornate aperte alla Sapienza, durante le mobilitazioni in difesa della scuola pubblica nell’autunno 2008, si è creata una rete di studenti, dottorandi e docenti di Fisica che nel corso degli anni ha preso parte a numerosi eventi come La Notte della Ricerca a Frascati e alla Sapienza, La Notte dei Musei all’Orto Botanico di Roma e ad interventi di divulgazione scientifica all’interno di scuole elementari e medie (“Hands on Experiments”).

Il nostro approccio si basa sulla proposta di questioni o problemi di carattere scientifico calibrati sul pubblico a cui la divulgazione è dedicata. Questa metodologia “inquiry based” scardina il meccanismo della lezione frontale: il pubblico è guidato verso una possibile interpretazione delle osservazioni e soluzione dei problemi in esame, diventando protagonista del proprio percorso di apprendimento.

Assemblea aperta sul percorso per lo spazio adolescenti che stiamo costruendo. Spunti per la discussione:

1) fatta la riunione di autoformazione su filosofie e principi educativi ispiratori di ciascuna di noi ora è ancora più chiaro quanto dovremmo pensare lo spazio e il “come starci” piuttosto che”cosa farci”. Siamo tutt d’accordo che la motivazione deve essere intrinseca al gruppo dei ragazz partendo da loro urgenze, interessi, problemi, pigrizie, ecc..
Pensiero critico, Apprendimento cooperativo, mutuo-aiuto, educazione tra pari, autoformazione e autodeterminazione sono tutt principi condivisi che non richiedono tanto una programmazione ferrea e eterodiretta da parte di noi adulti ma piuttosto la creazione (o pre-disposizione) di un contesto idoneo e di sfide adeguate!

2) CALENDARIZZAZIONE delle attività per adolescenti -Social Media Club (Laboratorio di educazione tra pari all’uso consapevole degli strumenti digitali).

a)Si è concretizzata ipotesi di partire con “rassegna cinematografica” gestita e pensata dai ragazz* e quinlan che anche a mompracem interesserebbe parecchio… bisogna però Sempre individuare giorno e orario compatibili con disponibilità nostre. Quindi pensare titoli, stimoli, idee su questo

b) anche altre idee valide e interessanti erano uscite pensando al social media club e varrebbe la pena rifocalizzarle e fissarle (io già ho disperso parecchie cose!) così da avere un piccolo arsenale di proposte da poter sviluppare all’occorrenza; tenendo conto che abbiamo da integrare anche le attività e iniziative prossime venture di sm4mm3 a mompracem (come TdO, formazioni con Ippolita, etc).

Pillole di competenze #2: ghostery traccia chi ti traccia

oggi grande pigrizia sulla tastiera, ma qui
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/ghostery/
trovate come istallare ghostery su Mozilla Firefox (e qualche parola in più su come lavora)
questo il sito
https://purplebox.ghostery.com/

INTERNET Q.B. Quando basta?

trebal-1

Le smamme in collaborazione con la ludofficina Mompracem e il collettivo Ippolita sono liete di invitare tutte e tutti ad laboratorio partecipato di autodifesa digitale.

Con questo incontro proviamo ad approfondire gli aspetti neuro-cognitivi dell’esposizione al digitale.

“Autodifesa” implica che ci sia qualcuno da cui ci si debba difendere perché ci si sente vulnerabili e che lo si voglia fare in prima persona.

Significa aver compreso che la propria privacy e quella degli altri è una ricchezza da oreservare ed ampliare.

Significa aver capito che nel mondo 2.0 è tutto gratis perhé la merce siamo noi.

Le vulnerabilità nostre e di chi ci circonda possono diventare altrettanti punti di forza.

Evidenzieremo le dinamiche neurlogiche implicate nell’uso e nell’abuso dei media digitali e le ricadute cognitive in alcuni casi tipici e valuteremo possibili contromisure pratiche da mettere in atto nella vita quotidiana.

PROGRAMMA

ore 13-14 si pranza insieme, chi vuole può contribuire con qualcosa da mangiare e/o con un contributo al rimborso delle spese.

ore 14,30 laboratorio

domenica 22 febbraio alla Casa del Parco, Parco delle Energie, via prenestina 175

S.Legàmi

domenica 25 gennaio, in collaborazione con la Ludofficina Mompracem, le smamme presentano il secondo appuntamento di S.Legàmi

slegami

Laboratorio di Teatro dell’Oppresso a cura di “Parteciparte” http://www.parteciparte.com/teatro-partecipativo

Rivolto a genitori e ragazze/i dai 10 anni cerchiamo insieme nuovi sguardi, linguaggi e soluzioni alle piccole e grandi sfide che crescere (con) i propri figli può comportare.

Per giocare e riflettere in maniera aperta e creativa sul rapporto genitori/figli perché stare in relazione con un/a figlio/a che cambia, cresce e cerca l’autonomia non è sempre un percorso facile, armonico e lineare ma implica anche confitti, crisi e ripensamenti.

Per ricordarci che i ruoli e i legami familiari non sono solo frutto di un copione fisso, già scritto e immutabile ma una vera e propria “storia” da poter fare e trasformare insieme ininterrottamente.

ore 12,30 accoglienza

ore 13,00 si pranza insieme

ore 15,00 laboratorio di teatro partecipato

Per info e iscrizioni (al laboratorio e/o al pranzo) entro il 23 gennaio invia mail a: sm4mm3@inventati.org

sm4mm3.noblogs.org

http://www.exsnia.it/tag/parco-delle-energie/

Pillole di competenze #1: i browser

Da Wikipedia apprendiamo che un browser “è un programma che consente di usufruire dei servizi di connettività in Internet, o di una rete di computer, e di navigare sul World Wide Web. (…) Esso rappresenta dunque il sistema software di interfacciamento dell’utente con la rete che rende la navigazione dell’utente tipicamente user-friendly (…) Quelli più noti e diffusi sono Internet Explorer, Mozilla Firefox, Google Chrome, Safari e Opera. ”.

Per molte di noi l’accesso ai media in rete è avvenuto in un periodo successivo allo sviluppo e alla grande diffusione dei browser tanto che a volte non vediamo questo “strato” posto tra noi e il Web; molte delle caratteristiche della nostra navigazione però non dipendono solo dai siti che andiamo a visitare, ma soprattutto dal modo in cui è configurata la nostra interfaccia verso di loro. Ogni browser ha dei pannelli di Opzioni largamente configurabili.

Per quanto sia preferibile utilizzare un sistema operativo GNU/Linux (per motivi che analizzeremo in un altro post), pensiamo che istallare e utilizzare come browser Mozilla Firefox costituisca un buon metodo per la “riduzione del danno”. Firefox infatti è un sistema open source, cioè rilasciato con il suo codice sorgente in chiaro, che chiunque può studiare, e rende i contenuti disponibili secondo la licenza Creative Commons; è multipiattaforma, funziona sui sistemi operativi GNU/Linux, Microsoft Windows, Mac OS X, OS/2 e Solaris.

Ha inoltre la notevole caratteristica di essere facilmente configurabile nel senso della tutela dei propri dati personali come esplicitamente dichiarato nel Manifesto della Mozilla Foundation qui https://www.mozilla.org/en-US/privacy/principles/.

Firefox si può scaricare qui https://www.mozilla.org/it/firefox/new/ e per l’istallazione si segue la procedura guidata. Sul sito di Mozilla Foundation sono disponibili descrizioni dettagliate per le diverse possibilità di configurazione delle “Impostazioni di privacy e sicurezza”, qui https://support.mozilla.org/it/products/firefox/privacy-and-security. La guida è molto dettagliata e ci sembra ridondante metterci a spiegare passo passo come fare.

Quello che ci piacerebbe è avere dei commenti da parte di chi da utente “non esperta\esperto” si cimenta con la configurazione del proprio browser rispetto alla sicurezza e alla privacy: ci piacerebbe discutere le difficoltà che emergono, ad esempio la limitazione dell’accesso su alcuni siti o la relativa minore “comodità” (ogni volta dobbiamo rimettere le password!) con cui si paga la privacy. Il punto insomma è discutere di quanto siamo disposte a decrescere in termini di prestazioni (velocità e comodità in primo luogo) per avere una navigazione più protetta dal “Grande occhio”.

Le Smamme con Graffio presentano “La Rete è libera e democratica FALSO!” del collettivo Ippolita

Alle 18,30 presso la libreria Assaggi, a Roma in via degli Etruschi

Perché le Smamme, che si dichiarano motivate dalla voglia di “affiancare bambini e bambine nel loro approccio alla Rete e alle tecnologie”, si cimentano nel presentare questo libro da grandi?

Scritto da un collettivo interdisciplinare di mediattivisti\e, imbevuti dei fluidi della scena hacker e dei movimenti ma anche esperti di diverse discipline del sapere, il testo, seppur breve, si presta difficilmente ad una lettura superficiale, non è fruibile in senso giornalistico, non racconta aneddoti simpatici con cui identificarsi o empatizzare.

La struttura stessa di posizione di una tesi “La Rete è libera e democratica” e della sua decostruzione attraverso tre argomenti successivi (ontologico, epistemologico, storico-geopolitico) rimanda al rigore del testo filosofico propriamente detto, come il vasto corredo di citazioni e note.

A prima vista, quindi, non immediatamente utilizzabile per i nostri scopi (in quanto decisamente illeggibile per bambin* o ragazzin*). O no?

Nonostante la lettura sia questione personale, intima, riflessiva, per le Smamme la scommessa è che, collettivamente, informalmente e per quanto possibile giocosamente anche l’analisi di un testo (e più in generale di un territorio per noi ostico come la Rete) possa diventare patrimonio comune e condiviso, accrescere competenze e saperi, innescare dinamiche di autonomia e affrancamento dallo strapotere delle logiche di mercificazione dell’umano. E che la cassetta degli strumenti di cui dotiamo i piccoli non funziona se noi per prime non ne pratichiamo l’uso (perché i bambini imparano ad usare forchetta e coltello? Imparerebbero lo stesso se li trovassero a loro disposizione senza averci viste ripetere quotidianamente dei gesti che li implicano? E se si trovassero davanti un vocabolario, imparerebbero a parlare per questo?).

Con Ippolita siamo dell’idea che

“La condivisione è possibile, le conoscenze possono essere oggettivate, scambiate, apprese, tradotte e condivise, individuando livelli collettivi. Il primo passo è l’autocoscienza del proprio valore, la cura posta nella costruzione del sé, la capacità di narrare la storia della propria immaginazione personale.”

Condividiamo anche le chiacchiere attorno a un tavolino, magari davanti ad un bicchiere di vino buono, dove la leggerezza non è mai banalità, e si accavallano disinvolte piccole discussioni tra strategie di sopravvivenza e ipotesi di sovversione. E spesso si lasciano coinvolgere nei nostri “esperimenti di laboratorio” di educazione tra pari, con i bambini e le bambine, con lo stesso interesse e curiosità che noi mettiamo nel leggere i loro testi.

Più che una presentazione frontale, ci piacerebbe che questa fosse un’occasione per condividere e scambiare i nostri saperi e i nostri saper fare, mettere insieme narrazioni di storie personali, non postandole nello spazio pubblico dei nostri piccoli o grandi spazi di visibilità (e autopromozione) online ma, qualche volta, in presenza di individui in carne ed emotivamente partecipi.

 

G

Conferenza Intergalattica

Nell’anno 46 dell’era di Arpanet, la Galassia è sull’orlo di un conflitto interplanetario. I Pianeti devono incontrarsi e discutere per trovare una soluzione diplomatica e pacifica e decidere il futuro della Rete…”

 

galassia-di-andromeda-finale

 
Siete tutte e tutti invitati, adulti e bambini in età da Internet, tecno scettici e jurassici, tecno entusiasti e luddisti ad un laboratorio di Autodifesa Digitale domenica 7 dicembre ore 16.30 presso la sala ovale della Casa del Parco (Parco delle Energie, via Prenestina 175).
 
Il Laboratorio di 2 ore è organizzato da Sm4mm3 (sm4mm3.noblogs.org) in collaborazione con il Collettivo Ippolita (ippolita.net)  
 
Dopo un anno di incontri portati avanti da un gruppo di mamme (e papà) interessate a conoscere e valutare le strategie di accompagnamento dei bambini e delle bambine al mondo di Internet, dei social network e delle tecnologie digitali, sperimenteremo insieme una forma di apprendimento tra pari che coinvolge contemporaneamente bambin* e adult*, nella convinzione che le tecnologie non sono neutre ma sono il prodotto di precise scelte politiche ed economiche La consapevolezza cresce con l’acquisizione di competenze tecniche e con la costruzioni di occasioni per vedersi, conoscersi, confrontarsi e fare dei punti deboli individuali punti di forza collettivi.
 
E’ prevista una sottoscrizione per il rimborso delle spese.
Per prenotazioni e informazioni sm4mm3@inventati.org

 

Internet non è il Web. Cos’è il Web 2.0?

Quello che segue è un breve riassunto del nostro primo incontro di formazione con il collettivo Ippolita http://www.ippolita.net/

Novembre 2014.

Il Web (statico) è uno dei principali servizi di Internet, viaggia su protocollo HTTP (HyperTextual Transfret Protocol) ed è accessibile tramite URL (Uniform Resource Locator, la stringa che inizia con www che digitiamo sulla barra di navigazione del nostro browser quando vogliamo raggiungere una pagina). Altri servizi di Internet, come per esempio Skype, non viaggiano su protocolli HTTP e non sono Web. Il Web 2.0 o Web dinamico, pur utilizzando gli stessi protocolli ed essendo quindi molto simile in quanto a contenuto tecnologico, è in più caratterizzato da un elevato livello di partecipazione dell’utenza alla formazione dei contenuti, realizzata con strumenti come blog, forum, chat, wiki e da piattaforme social per la condivisione di media. Altra caratteristica del Web 2.0 è la capacità per chi realizza contenuti di seguire l’utente non solo sul sito, ma attraverso canali diversi (p. es. Feed RSS) che permettono di conoscere i contenuti inseriti senza andare sul sito, avendoli disponibili per esempio sul proprio smatphone.

Aspetto tecnicamente di rilievo sono le Rich Internet Applications, tecnologie alla base del Cloud Computing: il Web 2.0 ci mette a disposizione le applicazioni da utilizzare e lo spazio fisico dove immagazzinare i nostri dati, in modo tale che i nostri dispositivi servono unicamente come punti d’accesso.

“Questa Rete che non è solo Web ha i suoi padroni: Microsoft, Google, Amazon, Apple, Facebook e così via. Padroni, perché non solo posseggono i codici dei software che usiamo, le informazioni che regaliamo loro, la potenza di calcolo e la mano d’opera per mantenere il tutto in movimento (tra cui andrebbe calcolata anche la nostra manodopera gratuita d’utenti). I nuovi padroni digitali hanno anche plasmato una mentalità, hanno promosso un’idea del mondo e annunciano ogni giorno la buona novella del Web 2.0”. Ippolita, La Rete è libera e democratica Falso! p.12

Il Web 2.0 ci mette quindi a disposizione tutto quello che ci occorre, e spesso lo fa gratuitamente.

Come è possibile? Dove sta il guadagno? Perché, nonostante la crisi economica, i titoli Nasdaq (l’indice dei principali titoli tecnologici quotati i borsa) sono costantemente in crescita?

Quando sul Web 2.0 un prodotto o servizio è gratis, la merce siamo noi, che mettiamo a disposizione tutti i dati della nostra navigazione sottoscrivendo e “Accettando” i Termini di Sevizio (che nessuno legge, ma tutti accettano automaticamente). Dati che le aziende che forniscono i servizi utilizzano per fare la nostra profilazione.

Il termine Profiling è mutuato dalla psicologia criminale; propriamente si tratta dell’insieme delle metodologie che permettono agli investigatori di ricostruire i tratti caratteristici (genere, età, abitudini, preferenze) propri di chi ha commesso un reato, la sua firma, per prevederne i futuri comportamenti. Nello stesso modo è nell’interesse (economico) delle grandi aziende raccogliere sugli utenti più dati possibili, per costruire un profilo quanto più accurato dell’utente digitale, da utilizzare per indirizzargli direttamente le pubblicità più adatte o da rivendere a terzi che ne faranno questo uso, prevedendo i nostri comportamenti di consumo. La sostanza di questa prassi è descritta bene dalla teoria della coda lunga (Long Tail, Anderson 2004) secondo cui il valore aggiunto per l’azienda in Internet consiste non nel vendere prodotti di massa, ma nel fare incontrare la domanda di prodotti personalizzati con l’offerta degli stessi (customizzazione). Con le nuove tecnologie è possibile raggiungere la customizzazione di massa: su ogni sito visitato, come per ogni ricerca effettuata tramite un motore, lasciamo che il sistema raccolga le nostre impronte.

Per comprendere meglio il ruolo dei cookies consigliamo un’ attenta lettura della pagina “Tipi di cookies utilizzati da Google”, qui https://www.google.it/intl/it/policies/technologies/types/

Prassi tanto più gravi e invasive se le pensiamo applicate a bambine e bambini che hanno ancora tutto l’orizzonte dei propri desideri da formare: la proposta di soluzioni a portata di click, generata dalle operazioni di raccolta ed analisi dei dati, non costituisce solo una scorciatoia più o meno efficace per l’accesso ai prodotti ma diventa parte attiva nella formazione e manipolazione dei desideri stessi.

I social network, con la filosofia della “trasparenza assoluta”, segnano il passaggio dalla profilazione passiva a quella attiva, come vedremo più avanti.

Navigare sul Web in maniera invisibile richiede competenze tecniche abbastanza strutturate, dotarsi di piccoli strumenti che possano limitare la nostra tracciabilità è alla portata chiunque abbia a cuore la tutela della propria sfera privata.